Università della Famiglia: quando le politiche per la famiglia sono a pagamento

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Il nome stesso “Università” della Famiglia risulta fuorviante poiché: manca di un accreditamento presso il Ministero competente (MIUR), non richiede alcun prerequisito o titolo di studio per essere ammessi, offre corsi e attività che non prevedono l’adozione del sistema dei Crediti Formativi Universitari (CFU)
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L’attestato di competenza finale che verrà rilasciato dopo 4 anni di percorso formativo – previo superamento di una verifica – tramite tesina e colloquio – sui temi trattati , non ha alcun valore legale e non è riconosciuto a livello ministeriale.
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Il corso richiede un impegno economico non indifferente pari a 100€ di iscrizione l’anno, più 450€ di quota di partecipazione annuale, a fronte di 120 ore di lezione, per un totale di 2.200€ in 4 anni. Ancora una volta un progetto che discrimina socialmente le famiglie magentine più in difficoltà e che invece potrebbero maggiormente beneficiare di una politica di sostegno concreta da parte dell’amministrazione comunale.
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Teatro Lirico e Casa Giacobbe, due delle strutture cittadine più capienti e capaci di ospitare eventi ed attività di pubblico interesse, vengono concesse in utilizzo per un’iniziativa privata, l’”Università”, il primo a tariffe agevolate, la seconda addirittura a titolo gratuito.
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Il progetto prevede solo un numero massimo di partecipanti, ma non si preoccupa di indicare un numero minimo di iscritti necessari per l’attivazione del corso. Quali sono gli accordi con la Fondazione? Se il corso non dovesse partire il Comune dovrà coprire le spese di organizzazione / segreteria della Fondazione? Se il corso dovesse partire il primo anno, ma il secondo non raccogliesse sufficienti adesioni, chi ha investito 550€ il primo anno vedrà gettato al vento il proprio investimento?
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Il sindaco uscente ha ringraziato la Fondazione per aver “riconosciuto nella nostra Città il luogo ideale da cui far nascere un così valido progetto”: sarebbe interessante conoscere quali valutazioni sono state fatte e poter vedere un business plan che analizzi lo scenario magentino, stimi il target di riferimento, evidenzi i costi previsti, le previsioni delle iscrizioni e la sostenibilità economica nel breve-medio-lungo periodo. Ad esempio, quali investimenti sono previsti per fare promozione all’iniziativa e raccogliere le iscrizioni? Chi finanzierà la pubblicità in parole povere, la Fondazione o il Comune?
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In allegato alla delibera, oltre alle informazioni relative al progetto “Università”, si fa riferimento anche al “Seminario di Formazione Emotivo-Relazionale” della durata di 48h (su 4 anni) per un numero max di 20 iscritti per il quale si legge: “ogni ora di programmazione mensile ha il costo netto di Euro 1.000”. Il corso verrebbe dunque a costare 48.000€ su 4 anni che, contando 20 iscritti al massimo significa 2.400€ per ciascuno. Obiettivo primario del corso è “conoscere a assimilare le competenze necessarie per svolgere la professione di Formatore Emotivo-Relazionale”, ma a fronte di un esborso consistente non si specifica in questo caso se saranno rilasciati attestati riconosciuti a livello nazionale per esercitare la professione in oggetto.
