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Università della Famiglia: quando le politiche per la famiglia sono a pagamento

 

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In seguito all’analisi della documentazione resa pubblica, Progetto Magenta avanza forti perplessità in merito alla gestione del progetto e alla sua opportunità come risposta per le famiglie magentine che necessitano di un vero supporto.
 
Magenta 11.05.2017 – La giunta uscente ha approvato con una delibera del 6 aprile scorso il progetto “Università della Famiglia”, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Fabbrica della Pace Movimento Bambino onlus. Progetto Magenta ha studiato attentamente la documentazione pubblica disponibile relativa al progetto e ritiene doveroso mettere in evidenza alcuni dubbi sulla validità del piano e porre alcune domande all’amministrazione uscente.
Al di là della serietà della onlus Fabbrica della Pace Movimento Bambino e della professionalità delle sue persone, che nessuno ha intenzione di mettere in discussione commenta il candidato Sindaco per la lista civica Progetto Magenta, Silvia Minardi. “ci stupisce che la giunta uscente proponga come iniziativa a favore delle famiglie sponsorizzata dal comune un progetto a pagamento. Davvero il supporto che le famiglie magentine si aspettano dall’amministrazione comunale è un corso di 4 anni che fornisce alla sua conclusione un attestato senza valore legale e che chi si trova in condizioni di disagio economico non potrà frequentare? Un’amministrazione comunale non dovrebbe essere al fianco delle famiglie in modi più concreti e soprattutto gratuiti?”
Di seguito un elenco delle principali criticità rilevate:
 
  1. Il nome stesso “Università” della Famiglia risulta fuorviante poiché: manca di un accreditamento presso il Ministero competente (MIUR), non richiede alcun prerequisito o titolo di studio per essere ammessi, offre corsi e attività che non prevedono l’adozione del sistema dei Crediti Formativi Universitari (CFU)

  2. L’attestato di competenza finale che verrà rilasciato dopo 4 anni di percorso formativo – previo superamento di una verifica – tramite tesina e colloquio – sui temi trattati , non ha alcun valore legale e non è riconosciuto a livello ministeriale.

  3. Il corso richiede un impegno economico non indifferente pari a 100€ di iscrizione l’anno, più 450€ di quota di partecipazione annuale, a fronte di 120 ore di lezione, per un totale di 2.200€ in 4 anni. Ancora una volta un progetto che discrimina socialmente le famiglie magentine più in difficoltà e che invece potrebbero maggiormente beneficiare di una politica di sostegno concreta da parte dell’amministrazione comunale.

  4. Teatro Lirico e Casa Giacobbe, due delle strutture cittadine più capienti e capaci di ospitare eventi ed attività di pubblico interesse, vengono concesse in utilizzo per un’iniziativa privata, l’”Università”, il primo a tariffe agevolate, la seconda addirittura a titolo gratuito.

  5. Il progetto prevede solo un numero massimo di partecipanti, ma non si preoccupa di indicare un numero minimo di iscritti necessari per l’attivazione del corso. Quali sono gli accordi con la Fondazione? Se il corso non dovesse partire il Comune dovrà coprire le spese di organizzazione / segreteria della Fondazione? Se il corso dovesse partire il primo anno, ma il secondo non raccogliesse sufficienti adesioni, chi ha investito 550€ il primo anno vedrà gettato al vento il proprio investimento?

  6. Il sindaco uscente ha ringraziato la Fondazione per aver “riconosciuto nella nostra Città il luogo ideale da cui far nascere un così valido progetto”: sarebbe interessante conoscere quali valutazioni sono state fatte e poter vedere un business plan che analizzi lo scenario magentino, stimi il target di riferimento, evidenzi i costi previsti, le previsioni delle iscrizioni e la sostenibilità economica nel breve-medio-lungo periodo. Ad esempio, quali investimenti sono previsti per fare promozione all’iniziativa e raccogliere le iscrizioni? Chi finanzierà la pubblicità in parole povere, la Fondazione o il Comune?

  7. In allegato alla delibera, oltre alle informazioni relative al progetto “Università”, si fa riferimento anche al “Seminario di Formazione Emotivo-Relazionale” della durata di 48h (su 4 anni) per un numero max di 20 iscritti per il quale si legge: “ogni ora di programmazione mensile ha il costo netto di Euro 1.000”. Il corso verrebbe dunque a costare 48.000€ su 4 anni che, contando 20 iscritti al massimo significa 2.400€ per ciascuno. Obiettivo primario del corso è “conoscere a assimilare le competenze necessarie per svolgere la professione di Formatore Emotivo-Relazionale”, ma a fronte di un esborso consistente non si specifica in questo caso se saranno rilasciati attestati riconosciuti a livello nazionale per esercitare la professione in oggetto.

Trattandosi di un piano sperimentale, in cui Magenta e suoi cittadini faranno da apripista, ci si sarebbe attesi maggiore concretezza e meno auto-celebrazioni nella presentazione del progetto. Sarebbe stato importante fornire alla cittadinanza gli strumenti per giudicare se, al di là delle buone intenzioni, si propone alle famiglie magentine un piano destinato a creare valore per il territorio nel tempo o non si tratti piuttosto una scommessa elettorale tutta da giocare a spese della comunità.
 
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Progetto Magenta
Il civismo, senza etichette politiche e partiti che dettano legge, è la bussola di riferimento di Progetto Magenta.
Progetto Magenta è una lista civica fatta di persone concrete, di cittadini che non vivono di politica e che vogliono impegnarsi per amore della loro città.
L’impegno che prendiamo con i nostri concittadini, da qui alle elezioni, è quello di verificare ogni tipo di carenza presente all’interno della città e di suggerire proposte concrete al fine di migliorarne le condizioni attuali.
 
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Foto: La Foto è di Lucrezia Cantarello - Proprietà Privata -

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Magenta è un comune italiano di circa 24.000 abitanti, facente parte della Città metropolitana di Milano in Lombardia.  La sua notorietà è legata alla battaglia di Magenta del 4 giugno 1859, al Parco del Ticino e all'omonimo nome del colore.

Il Comune è retto da una maggioranza di Centrodestra. La Coalizione Civica Progetto Magenta siede tra i banchi della minoranza con i Consiglieri Comunali Silvia Minardi (Capogruppo) e Valentina Campana.

(Pagina risultati elettorali giugno 2022)