Alla città servono nuove idee. L’iniziativa di Silvia Minardi (Da "Il Giorno", 12 giugno 2014)

Progetto Magenta dopo il sito internet, anche una Sede dove potersi confrontare. Alla città servono nuove idee. L’iniziativa di Silvia Minardi "non sarà un rifugio per esodati". (Da "Il Giorno", 12 giugno 2014)C'è un sito internet. Uno spazio di confronto virtuale. Ma presto sarà inaugurata una sede dove incontrarsi, discutere e partecipare. "Progetto Magenta" si pone come l'alternativa, la bussola "in una città che sta attraversando un periodo
difficile senza una direzione".
Silvia Minardi, coordinatrice della nuova iniziativa civica che ha già raccolto adesioni e consensi, è pronta a un'altra avventura. "L'obiettivo è costruire un percorso civico per arrivare pronti alle elezioni amministrative del 2017", dichiara l'ex capogruppo del Partito democratico durante la Giunta Del Gobbo. "Non è un progetto contro l'attuale amministrazione comunale, né un appoggio esterno alla futura coalizione di centrosinistra. E' un laboratorio di idee, è la risposta al vuoto cittadino che vogliamo riempire di contenuti". Qui troveranno spazio giovani e meno giovani con la voglia di proporre.
"Non contano i nomi", precisa Silvia Minardi. Un messaggio ai soliti noti della politica locale a caccia di rivalse dopo esclusioni e delusioni personali. Progetto Magenta non è un rifugio per esodati da partiti, ex amministratori delusi da mancate candidature, né un'alternativa per chi non ha trovato posto nei Cda delle società partecipate.
"Da questo momento di stasi - spiega l'insegnante di inglese del liceo classico statale Salvatore Quasimodo - se ne esce tutti insieme o non se ne esce. Se ne esce dall'incontro di persone nuove rispetto all'esperienza politica e amministrativa per ridare alla città la bellezza che merita". Magenta è malata. A dimostrarlo non ci sono solo le strade piene di buche. C'è la scarsa partecipazione ai momenti più significativi per la comunità magentina, un senso di festa scemato anche in occasioni tradizionalmente sentite. C'è una corsa a personalismi che è l'esatto contrario "della terapia: fare sistema", sottolinea Minardi. Che precisa. "Non ritorno a occuparmi della città, non me ne sono mai andata", dichiara la professoressa di inglese insignita del titolo di "Chevalier de l’Ordre des Palmes Académiques", un riconoscimento che viene conferito dalla Francia a chi ha apportato un contributo significativo alla promozione e allo sviluppo dell’educazione e della cultura francese.
I dodici mesi trascorsi per conto del ministero in giro per l’Europa a promuovere progetti e formare docenti rappresentano un valore aggiunto da mettere a disposizione di Magenta e del suo Progetto. "Manca una visione di città, la riflessione, il confronto. Manca una dialettica tra maggioranza e opposizione.
Il pasticcio sulla Tares l'ha dimostrato", sottolinea l'ex capogruppo del Pd. "Ci sono persone che ho incontrato che volgiono mettere a disposizione di Magenta capacità e competenza. La politica non è una professione, è la professione di ciascuno che va messa al servizio della politica". Le prime proposte sono già arrivate al sito internet www.progettomagenta.org. Le priorità a cui il laboratorio di idee sta lavorando sono tre: il lavoro, l'ambiente, il sociale. "Il quadro occupazionale locale è preoccupante", analizza Silvia Minardi. "I dati pubblicati sul quotidiano Il Giorno parlano di una migrazione di lavoratori del Magentino.
Nel primo semestre del 2013 l'industria magentina e abbiatense ha messo in mobilità 400 persone e il saldo tra aperture e chiusure nell'artigianato e del - 21%. Magenta deve risolvere la questione Novaceta: quell'area rappresenta una bomba ambientale da bonificare. Ci sono questioni sociali a cui dare risposte: penso a chi ha perso il lavoro, a una popolazione che invecchia e a giovani che non devono sentirsi soli".
